PADRE BERNARDINO DA UCRIA

 

Padre Bernardino, al secolo chiamato Placido Michele Aurifici, nacque ad Ucria il 9 aprile 1739. La sua era una modesta famiglia di agricoltori ma, accortasi dell’intelligenza e della buona volontà di Michelangelo (così era chiamato in famiglia), gli consentirono di frequentare gli studi elementari in Ucria.

Non avendo però possibilità economiche per fargli proseguire gli studi altrove, al compimento degli studi elementari fu trattenuto in paese per essere adibito nei lavori dei campi.

Morto prematuramente il padre, Michelangelo lasciò la madre ed il suo unico fratello Sebastiano per recarsi a Palermo – allora capitale del Regno di Sicilia – con la speranza di potersi dedicare alle arti e allo studio.  Giunto a Palermo, infatti, riuscì ad iscriversi alla scuola del celebre pittore Vito D’Anna dove ben presto si fece apprezzare e stimare dal grande maestro.

Dopo quattro anni di frequentazione Michelangelo si impiegò come sacrista nella chiesa del Monastero di S. Caterina per poi entrare nel convento di S. Antonino di Palermo, dove, con vera devozione, a 27 anni di età vestì l’abito dell’Ordine di S. Francesco, nell’anno 1766.

In quel convento presto si fece stimare per la sua modestia e religiosità. Intraprese gli studi del sacerdozio e ricevette prestissimo l’Ordine del sacro Presbiterato: si chiamò: “Padre Bernardino” e rimase nel medesimo convento di S. Antonino.

Nei primi anni si diede agli studi teologici e alla predicazione dell’evangelica verità. Ma Padre Bernardino  nutriva una grande passione per la botanica, tanto che per ogni passeggiata che faceva nei dintorni di Palermo coglieva l’occasione per raccogliere erbe e piante.

In quel tempo presso il convento di S. Antonino esisteva un piccolo orto botanico, affidato alle cure e custodia dei fratelli religiosi Pradi Clemente e Celestino Gazzara, entrambi professori.

Ai due fratelli Padre Bernardino chiedeva spesso spiegazioni in merito a piante ed erbe, ma questi, gelosi del loro giardino, negavano ogni risposta, tanto che un giorno uno di loro gli disse: “Andate a studiare ed impallidite come io e mio fratello abbiamo fatto sopra i libri”.

Questo fatto bastò a tramutare la passione di P. Bernardino in un vero e proprio studio per la botanica, tanto che qualche tempo dopo, ritornando all’Orto Botanico, cominciò a chiamare ogni erba e ogni pianta dell’Orto stesso col suo perfetto nome in latino, descrivendone particolarità e caratteri, lasciando sbalorditi i due fratelli Gazzara.

Prede Bernardino condusse i suoi studi botanici su testi di Mattioli, di Upsala, di Carlo Linneo. L’opera di quest’ultimo fu la sua principale fonte di studio. Compì gli studi da solo ed intraprese – sostenendo molti sacrifici dovuti alla mancanza di mezzi di trasporto – diversi viaggi in svariati luoghi della Sicilia durante i quali potè raccogliere numerosissime piante e radici che studiò e classificò attentamente.

Con tali viaggi, Padre Bernardino arricchì della flora sicula l’Orto Botanico di Palermo.

Nel 1786 P. Bernardino, laureatosi in botanica, fu promosso a professore nell’Orto Botanico di Palermo, che allora era sito nel baluardo di Porta Carini.

Attratti dalla facile ed erudita parola di P. Bernardino, che dalla sua cattedra parlava come un vecchio e saggio filosofo, moltissimi giovani accorrevano ad assistere alle sue lezioni.

Col crescere del numero degli studenti il locale in cui si tenevano le lezioni di botanica si rivelò insufficiente, tanto che, su interessamento di Padre Bernardino, il vicerè Caramanico – che a lui nulla negava – consentì il trasferimento dell’Orto Botanico da Porta Carini all’attuale Orto Botanico, attiguo alla Villa Giulia.

Successivamente, Bernardino da Ucria intraprese altri viaggi accrescendo così di molti esemplari la flora sicula dell’Orto Botanico.

Egli riuscì a far rivivere i tempi dei grandi botanici Bocconi e Cupani, guadagnandosi il titolo di “Linneo di Sicilia”. Fu lui infatti il primo professore ad insegnare il metodo di Carlo Linneo e, quantunque non fosse stato istruito col sistema linneano, attraverso un accurato studio mostrò allo stesso Linneo che nel suo libro doveva aggiungere altre 32 specie di piante che lo stesso – sconoscendo la flora sicula – non aveva classificato. Padre Bernardino scrisse e pubblicò un opuscoletto dove descrisse le 32 nuove piante da lui scoperte, col titolo “Plantae ad Linneum opus addendae, et secundum Linnaei sistemy norite descriptae a Patre F. Bernardino ab Ucria”.

Nel 1789 Padre Bernardino, dopo un approfondito studio dell’Orto Botanico, scrisse in latino e pubblicò un volume composto da n. 498 pagine, sotto il titolo:  “Hortus Regius Panormitanus”. L’opera costituisce una preziosa guida a quanto presente nell’Orto Botanico di Palermo.

Padre Bernardino lasciò, inoltre, un “Ortus Sicum, ad usus P. Bernardino ab Ucria”.

Attraverso le pubblicazioni di Padre Bernardino, l’Europa si accorse che anche in Sicilia la botanica era risorta, e moltissimi chiedevano al medesimo, piante siciliane, consigli, ecc. In tal modo, Padre Bernardino si creò fama internazionale. Il famoso scienziato Willdenow, al fine di rendere immortale il nome del botanico siciliano, intitolò un genere di pianta col nome “UCRIANO”.

Padre Beranrdino morì il 29 gennaio 1796 lasciando alla città di Palermo un opera di cui ancora oggi l’intera città va fiera.

 

           Opere :

  • Hortius Regius Panormitanus Tipis Regis, Palermo 1789

  • Plantae ad Linnaeanum opus addendae, et secundum Linnaei sistema noviter descriptae 1792